Dreamed and made in Italy

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Gianluigi Landoni
Designer of Ottavia

Laureato al Politecnico di Milano, architetto e designer. Parallelamente a varie esperienze presso studi di architettura e industrial design, nel 1983 ha partecipato alla fondazione del gruppo di tendenza High Tech Amalgama. Dal 1988 al 1990 lavora presso lo studio di Rodolfo Bonetto come project manager. Dal 1991 è partner nello studio Progetica Design dove si svolge attività di ricerca e sviluppo del disegno industriale, approfondendo i temi del product design. Dal 1994 svolge l’attività professionale in proprio come consulente ad aziende design oriented in diversi settori produttivi. Si occupa parallelamente di allestimenti e realizzazioni nel settore alberghiero e commerciale ed in particolar modo in ambienti dedicati al wellness. Ha inoltre partecipato a mostre e concorsi per opere pubbliche e private ricevendo premi e riconoscimenti, non ultima la segnalazione all’edizione 1991 del Compasso d’Oro e successivo Premio Compasso d’Oro nell’edizione del 1998. Ha svolto attività didattica presso l’Istituto Europeo di Design (IED) Milano. È membro dell’osservatorio permanente del Design ADI Index. La curiosità e il desiderio di approfondire le proprie ricerche creative lo hanno portato a lavorare nei vari comparti produttivi, collaborando con aziende di fama internazionale tra cui Boffi, Bottarini, Candle-FontanaArte, Colombo Design, Con&Con Confalonieri, Contardi Lighting, LG Chem, Cristina Rubinetterie, Desalto, Dessié, Frastema, Frauflex, Halifax, Nitoarredamenti, Porada, Potocco, Rapsel, Sovet, Sphaus, Tato, Teknai, TCI-Philips, Vibieffe.

I fratelli Guarnieri amano Milano e il design nostalgico e funzionale degli anni 50-60. La loro è una passione che da anni li porta alla caccia di rarità in mercatini sperduti e rigattieri in giro per il mondo. Dopo una laurea al politecnico di Milano, hanno intrapreso diversi percorsi professionali per l' Europa, tra design, video arte e marketing. Uno studio tra tutti, Matteo Thun. Attualmente Giulia è Brand manager di un marchio di abbigliamento italiano e Guido è art director per un' azienda di design. Giulia e Guido lavorano perfettamente quando hanno un oceano che li separa ed effettivamente le Beghine sono nate un po’ per gioco mentre Guido era free lance a Melbourne e Giulia lavorava per un brand di scooter tra Milano e la Toscana.

Hisham Kulhanek
Designer of Quattrolati

Nato a Praga il 15 aprile 1958. Nel 1970 la sua famiglia si trasferisce ad Amsterdam. Durante l’ultimo anno di liceo fonda Outfit, un'azienda che si occupa del terzismo nel settore dell'abbigliamento maschile. Dopo gli studi alla Delft University of Technology decide di trasferirsi a Milano, la Mecca del design, dove inizia una lunga collaborazione col designer giapponese Makio Hasuike. Insieme a Mindert de Koningh fonda la Zooi, laboratorio di prototipazione e ricerca, punto di riferimento del settore per tanti designer e aziende internazionali. Ultimamente lavora con un team multidisciplinare a Milano prevalentemente su progetti di industrial design. Ha insegnato all'Instituto Europeo di Design. Ha tenuto workshops alla Domus Academy e al Master di Design Strategico del Politecnico di Milano.

Nata a Milano, dove ha studiato arte presso l'Accademia di Brera. Dal '85 ha iniziato come libero professionista stilista per Fiorucci, Basile, Plein Sud, Sergio Rossi, Camper e molti altri. Dal '96 con passione si dedica anche al design industriale, lavorando per Antiquità, Viceversa, Alessi, Dilmos, Dedon, Moooi. Ha partecipato a molti exibithions in Italia (Triennale MI) e all'estero (Cooper Hewitt NY) e molti altri. Vive e lavora a Milano nel suo studio di design.

Designer of Netta

Antonia Astori nasce a Melzo (Milano) nel 1940. Si laurea in Industrial e Visual Design all’Athenaeum di Losanna nel 1966. Dal 1968 collabora in qualità di designer con l’azienda italiana driade. Realizza importanti progetti di sistemi e di mobili intesi come architetture da camera e contribuisce a definire l’immagine aziendale con allestimenti ed esposizioni. Nei progetti dei sistemi, che concepisce come opera aperta alla cui definizione finale può contribuire il fruitore, analizza le potenzialità formali. Negli allestimenti, realizzati per manifestazioni fieristiche, negozi e showroom, evidenzia le qualità espressive e le applicazioni d’uso dei prodotti. All’attività di designer affianca quella di architetto d’interni con progetti per abitazioni, uffici, showroom, negozi. In questo ambito assume particolare rilievo la collaborazione con gli stilisti francesi Marithé e François Girbaud per la progettazione di negozi a Parigi e in altre città di tutto il mondo, la realizzazione del progetto per uffici e showroom della fabbrica Driade e i molti negozi dadriade.

Corrado Corradi Dell’Acqua (Milano 1905 - Varese 1982) conosceva il diritto e praticava la scrittura e, senza far rumore, è diventato designer. Il suo cane bassotto si chiamava Azucena, come la zingara di un’opera di Giuseppe Verdi. D’altronde Maria Callas era stata ospite a casa dopo le prove generali della leggendaria Traviata del 1955 al Teatro alla Scala che Luchino Visconti aveva disegnato addosso alla sua Violetta. Azucena si chiamava, anche, l’avventura progettuale che Corradi aveva iniziato nel 1947 con altri due giovani intellettuali milanesi, Luigi Caccia Dominioni e quell’Ignazio Gardella con cui aveva condiviso gli anni di studio al Berchet e avrebbe progettato molti oggetti. Le premesse si erano già concretizzate nella Triennale del 1933 dove Corradi aveva presentato dei reggilibri in nickel nero e rame e, in una edizione appena successiva, quella del 1939, un servizio da tè in argento e rame dorato avvolto nella spirale di un serpente, nel cui disegno si intuiva, ma ancora non si poteva riconoscere, la semplicità e l’eleganza delle prove di design nate qualche anno dopo. Dalle lampade fatte col vetro dei tram di Milano al divanetto a due posti per una conversazione appartata, alle poltroncine a forma di sella che costringono a irrigidire il corpo in una posizione impeccabile; dall’alberello portafotografie che potrebbe essere portato al collo come un collier di cammei, al portacenere in marmo con perstello dove ancora oggi, nella Banca Popolare di Piazza Meda, si potrebbe spegnere la sigaretta; dal mobile bar Brangania, costruito in legno come un aratro e rivestito di cuoio naturale, all’armadio porta abiti Garitta che sembra preso a prestito da un quadro di Carlo Carrà, tutto è progettato a partire dalla casa con, in filigrana, un’idea precisa dell’abitare.

Antonia Astori
Lorenza Bozzoli
Corrado Corradi Dell'Acqua
Giulia e Guido Guarnieri
Hisham Kulhanek
Gianluigi Landoni