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De-Lux D4

922,00

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Finiture

TDD440-3365 orange / matte white, TDD440-3765 blue / matte white

De-Lux D4

Designed by Gio Ponti – 1955

Gio Ponti disegnava sempre. Disegnava ceramiche, porcellane e maioliche per Richard-Ginori: passeggiate archeologiche, conversazioni classiche, sciatori, acrobati, contadini, danzatori, pellegrini stanchi, labirinti. Disegnava per Ferrari immagini di derivazione araldica, morosi alla finestra su taffetà di seta che spalancavano persiane verdi grondanti d’amore. Disegnava mani di fattucchiera dorate e decorate di fiori. Disegnava ville mediterranee e prototipi semplici di casette al mare con all’interno un’alcova per dormire. Disegnava riviste e le loro copertine, costumi per la Scala di Milano, oggetti in rame smaltato, macchine per caffè e per cucire, maniglie. Disegnava trumeau con Piero Fornasetti, testiere, copriletti, copricalorifieri, pareti organizzate, mobili luminosi, finestre arredate, sedie leggere e superleggere, navi, facciate di palazzi durante il giorno e durante la notte. Disegnava tappeti e pavimenti a caleidoscopio. E disegnava lampade. Non ne ha disegnate molte, alcune sono schizzi d’archivio. Uno di questi è quasi una tassonomia, un inventario di pezzi, ognuno indicato da una lettera minuscola dell’alfabeto, un alfabetiere disegnato anch’esso a matita. Una serie di basi, forme diverse, continuamente variate, un treppiede, un cono o una griglia quadrata che assomiglia a quella di un tavolo basso sempre disegnato da lui, in cui la diversa colorazione delle facce, i diversi aspetti dello schema modulare, lo fa apparire sempre diverso a seconda del punto di vista dal quale lo si guarda. L’intonazione cromatica è prevalente sui blu delle piastrelle dell’Hotel Parco dei Principi, sui gialli e gli arancioni della casa studio di via Dezza. Sono diversi anche i paralumi, a cono e tronco di cono, in polipropilene o in alluminio o in ottone. E ora, da un disegno, sono diventati oggetti che si possono accendere.
Gio Ponti was always drawing. He drew pottery, porcelain and majolica for Richard Ginori: archaeological walks, classic conversations, skiers, acrobats, farmers, dancers, tired pilgrims, mazes. For Ferrari he drew images of heraldic inspiration, lovers at the window on silk taffeta throwing open green shutters and overflowing with love. He drew golden sorceress’s hands decorated with flowers. He drew Mediterranean villas and simple prototypes of homes by the sea with an alcove inside where you could sleep. He drew magazines and their covers, costumes for the Scala in Milan, enamelled copper objects, coffee machines and sewing machines, handles. He designed bureaus with Piero Fornasetti, headboards, bed covers, radiator covers, organized walls, self-illuminating furniture, furnished windows, light and superlight chairs, ships, building façades during the day and during the night. He drew kaleidoscope rugs and floors. And he drew lamps. He didn’t draw many, some are archive sketches. One of these is almost a taxonomy, an inventory of pieces, each one indicated by a small letter of the alphabet, an alphabetical chart, also drawn in pencil. A series of bases, different shapes, varying all the time, a tripod, a cone or a square grid that resembles that of a coffee table again drawn by him, in which the different coloured faces, the different aspects of the modular pattern, make it appear different every time depending on how you look at it. The colour schemes are mainly blue in the tiles of the Hotel Parco dei Principi, yellows and oranges in the home/studio in Via Dezza. The lampshades are also different, cone or truncated cone shapes, made of polypropylene, aluminum or brass. And now, from a drawing, they have become objects you can turn on.

Finishings

Gallery

Details

Mounting

Floor lamp

Materials

aluminum / iron / polypropylene

Weight (Kg)

8,50

Rating

Bulb type

1xLED max 20W E27
or
1xLED max 20W E26

Voltage

110-240V

Protection

Class II / IP20