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Poltrona Trecentosessanta

Poltrona Trecentosessanta

Designed by Eugenio Gerli – 1958

Progettare una poltrona pensando, come diceva Vitruvio, che tutto quello che si fa deve essere solido, utile e venusto. Impostarla su una figura geometrica basilare come il cerchio che fin dai tempi antichi rappresenta l’eternità, non avendo né un principio né fine. Il cerchio si trova facilmente in natura, quando gettiamo un sasso nell’acqua o scopriamo la sezione trasversale di un tronco d’albero. La bravura di un’artista come Giotto si è dimostrata disegnando un cerchio. I battisteri sono opere antiche a base circolare, come i trulli. Si può danzare in cerchio. Dal fatto di disporsi in cerchio nasce la forma dell’arena e del circo. Marcel Duchamp negli anni Trenta del Novecento ha disegnato dei dischi rotanti con particolari effetti ottici. Buckminster Fuller ha ideato cupole geodetiche in materiali diversi. Qui il legno è rovere e l’imbottitura in pelle o velluto. Eugenio Gerli disegnava a matita o china sulla carta lucida, nel suo studio di Milano dove le magnolie hanno foglie lucide, sode e così precise come i suoi disegni che non sembrano fatti da una mano umana. L’architetto e designer milanese si riconosceva in una cultura che alla fabbricazione manuale attribuiva molta importanza. Altrettanto importante era la fantasia, sempre però governata attraverso un filtro calcolato ed esatto, un codice misterioso nella sua ovvietà.
Designing an armchair while thinking, as Vitruvius said, that everything we do has to be solid, useful and pleasing. Planning it around a basic geometrical shape like a circle, which has represented eternity since ancient times, having neither a beginning nor an end. Circles are easy to find in nature, when we throw a stone into water or discover the cross-section of a tree trunk. The genius of an artist like Giotto was shown by drawing a circle. Baptisteries are ancient works with a circular base like the southern Italian trulli. You can dance in a circle. Sitting in a circular fashion gives rise to the shape of arenas and circuses. In the 1930s, Marcel Duchamp drew spinning discs with particular optical effects. Buckminster Fuller devised geodesic domes in different materials. Here the wood is oak and the padding made of leather or velvet. Eugenio Gerli drew with a pencil or Indian ink on glossy paper in his Milan studio where the magnolias have shiny, plump leaves, as precise as his drawings which do not seem to be made by a human hand. The Milanese architect and designer identified himself with a culture that gave a great deal of importance to manual production. Equally as important was fantasy, always governed, however, through a calculated and exact filter, a mysterious code in its very obviousness.

Woods

Finishings

Gallery

Details

Materials

oak wood / leather or velvet